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Profumo Saturday, 30 September 2006

Posted by codadilupo in Scazzi miei.
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Ma che diavolo di profumo è che sa di baygon anti scarafaggi che continuo a sentire addosso a gente fighetta in centro?

Anche i ricchi piangano Thursday, 28 September 2006

Posted by codadilupo in Uncategorized.
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Anche i ricchi piangano

Tratto dal Corriere:

A pagare di più saranno i redditi sopra i 70.000 euro, che saranno assoggettati ad un’aliquota del 43% e non più del 39%: in questa fascia ricade appena l’1,58% dei contribuenti.

Ma allora, dico io, perché ci stanno tritando così violentemente i coglioni con ’sta cazzo di difesa del ceto medio? Medio di cosa, con l’unoemmezzo per cento?? Ma che se ne vadano affanculo, i Tremonti, i Mastella e chi fa per loro…

Kabul Monday, 25 September 2006

Posted by codadilupo in Fotografia.
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Dei tre milioni che ne abitano le propaggini in case di fango, i bambini sembrano l’unico elemento umano onnipresente. Molti vivono vite difficili, con situazioni familiari problematiche e spesso in una situazione di povertà che li costringe a crescere troppo presto. Le rovine di una città dilaniata da trent’anni di guerre non sono che un parco giochi agli occhi di chi non è abbastanza fortunato da non subirne l’incombente senso di desolazione.

Molti burqa sono caduti e le nuove generazioni cominciano a fiorire in un clima diverso, di maggiore tolleranza: alle porte dell’adolescenza, qualche ragazza, combattuta fra esuberanza e pudore, comincia timidamente a scoprirsi il volto. Molti sguardi hanno il dono della spensieratezza, altri un fondo di malinconia, ma tutti esprimono l’orgoglio e la tenacia di un popolo che, nonostante tutto, è sopravvissuto.

Queste sono le foto, splendide: The city of kites – Kabul 2006.

Una notte in treno Sunday, 24 September 2006

Posted by codadilupo in Una specie di letteratura.
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Ci sono sere in cui puoi leggere molto, tra una luce arancio e un’altra.
Ci sono sere in cui piango per una certa bellezza del mondo, ci sono sere in cui mi sento un nodo in gola perché c’è un colle lontano, nella foschia lattiginosa, ed un paese illuminato che non conosco.
Ci sono cieli viola cupo senza stelle e i riflettori dei campetti da calcio.
Ci sono tralicci che qualcuno, chissà chi, chissà quando, ha messo in piedi.
Ci sono canottiere su fili di plastica, ci sono le mie mani che si stancano sul bordo d’ottone di un finestrino, ci sono pensieri sparsi come i ciottoli nelle cave che sfilano rapide e anonime.
Ci sono i nomi di paesi colmi di anime sfatte come la storia.
Ci sono io, che non conto un cazzo, una ragazza sordomuta, un uomo con la camicia, e un altro treno lanciato lungo l’orizzonte filiforme.
E un’altra notte in treno con l’universo che mi schiaccia.

Eravamo messi veramente male Sunday, 17 September 2006

Posted by codadilupo in Uncategorized.
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Prima che arrivassero i nostri fratelli bianchi per fare di noi degli uomini civilizzati, non avevamo alcun tipo di prigione. Per questo motivo non avevamo nemmeno un delinquente.
Senza una prigione non può esservi alcun delinquente.
Non avevamo né serrature, né chiavi e perciò, presso di noi non c’erano ladri.
Quando qualcuno era cosi povero, da non possedere cavallo, tenda o coperta, allora egli riceveva tutto questo in dono. Noi eravamo troppo incivili, per dare grande valore alla proprietà privata. Noi aspiravamo alla proprietà, solo per poterla dare agli altri. Noi non conoscevamo alcun tipo di denaro e di conseguenza il valore di un essere umano non veniva misurato secondo la sua ricchezza. Noi non avevamo delle leggi scritte depositate, nessun avvocato e nessun politico, perciò non potevamo imbrogliarci l’uno con l’altro.
Eravamo messi veramente male, prima che arrivassero i bianchi, ed io non mi so spiegare come potevamo cavarcela senza quelle cose fondamentali che – come ci viene detto – sono cosi necessarie per una società civilizzata.

Tahca Ushte (Cervo Zoppo)

Niente lacrime Friday, 15 September 2006

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E comunque, non sono sempre i migliori a lasciarci. Ogni tanto se ne vanno anche delle grandissime teste di cazzo. Non ci mancherà.

David Burnett Monday, 11 September 2006

Posted by codadilupo in Fotografia.
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Girando qua e là alla ricerca di fotografi che usavano la Graflex Speed Graphic (fotocamera a lastre 4×5″ – ossia 9×12 cm – che ho intenzione di procurarmi entro breve) ho scoperto David Burnett, un fotogiornalista veramente notevole. Lui, la sua Graflex la usa tuttora.

The kid is alright Sunday, 10 September 2006

Posted by codadilupo in Musica.
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Il peggior nemico Sunday, 10 September 2006

Posted by codadilupo in Scazzi miei.
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Certi giorni mi ritrovo dentro una stanchezza che non lascia spazio a niente altro, e ho solo voglia di avere qualcuno accanto che mi aiuti a volare via, a svoltare l’angolo e iniziare qualcosa di nuovo, qualsiasi cosa esso sia, non riuscendo più a sopportare un nuovo giorno che puzza già irrimediabilmente di vecchio.

Certi giorni non ce la faccio proprio a dare retta a nessuno, saturo dei miei problemi, degli altrui, e vorrei trovare soltanto un posto per nascondermi. Ma il posto non c’è, e il futuro è vuoto, morto, esaurito.

Mi aiutano le mie fotografie, la mia musica, i miei libri. Ma è dura in giorni così, quando il peggior nemico ce l’hai dentro. Vorrei capire cosa c’è dentro me. A volte temo che non ci sia niente.

Un disco vecchio – nuovo Friday, 8 September 2006

Posted by codadilupo in Musica.
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Qualche giorno fa mi recai al Carrefour. Scatolone con centinaia di cd italiani. In bella mostra, sopra a tutti gli altri c’era un cd con un cielo nuvoloso vagamente conosciuto. La cosa mi stupiva non poco. Che ci faceva là, in mezzo a riproduttori mp3 con 50 giga di memoria, telefonini con display a 3 miliardi di colori una copertinaccia marrone con quella piccola foto in mezzo?

Il disco in questione è “Le Nuvole” classe 1990. L’ho preso. Non che non l’avessi già, ci mancherebbe, ma il raptus folle è stato grande. L’ho voluto sottrarre a qualche compratore un po’ sprovveduto, magari giovane, nato chessò nel 1990. Diciamo che ho salvato una vita. Insomma, mi son detto, in fondo ce l’ho (copiato) ma questo è il cd originale rimasterizzato e bla bla bla.

Sta di fatto però che sono arrivato alla verità, e adesso ve la svelerò.
Quel disco è bello. E’ fottutamente bello. Drammaticamente bello. E allora sono ancora più convinto di aver fatto un’opera pia a sottrarre il cd alle grinfie di qualche collezionista (sic) di mp3).

Non lo sapevate eh, dite la verità, che il disco fosse straordinario. Ci son dentro alcune chicche che si chiamano Ottocento e Mégu Mégun. Non è al livello del successivo Anime Salve (ma quello è la summa di una intera carriera), ma qui dentro c’è quel capolavoro che è La Domenica delle Salme, la canzone più autenticamente politica (politica nel senso alto del termine) scritta da De André.

Ed in effetti ho pensato che, sì, una vita l’ho salvata. L’ascolto de La Domenica delle Salme, oggi, con il suo testo tra il profetico e il visionario, potrebbe avere effetti devastanti nei confronti di orecchie non preparate.