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Bukowsky Charles Wednesday, 30 July 2008

Posted by codadilupo in Uncategorized.
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“Ovviamente è possibile amare un essere umano, se non lo si conosce abbastanza bene.

E poi:

“Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi. Il fatto è che non le incontri.”

Cinico, pedante, sadico. In una parola, Bukowsky.

Logs II Wednesday, 23 July 2008

Posted by codadilupo in Uncategorized.
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Dopo la prima parte, continuo ad analizzare alcune delle più curiose chiavi di ricerca che hanno condotto l’ignaro visitatore verso questi lidi. Al solito, fornirò di seguito una esauriente risposta a tali annosi quesiti:

ho leccato il cazzo del mio cane
Povero te. Se sei una donna, sei probabilmente alla frutta: possibile che non trovi neanche un uomo passabile che si sottoponga alla pratica? Se invece sei un uomo, la neuropsichiatria moderna ha fatto passi da gigante.

tom waits mangia sigarette
Questa mi giunge nuova. Tom Waits ne ha fatte così tante che magari una sigaretta se la sarà anche mangiata, ma non credo sia una sua pratica abituale.

foto di donne che fanno squier
La prima regola per fare una ricerca, è scrivere correttamente ciò che si desidera trovare: in questo caso presumo si sia confuso il termine “squier” (marca di chitarre – derivazione della Fender) con “squirting” (eiaculazione femminile). Si invita a riprovare.

tom waits lifting
E con quella faccia che si ritrova, qualcuno pensa che Tom Waits si sia sottoposto ad interventi di chirurgia estetica??

imac s.o. leopard manuale istruzioni
Evidentemente il visitatore proveniva dal mondo Win (nel quale la parola d’ordine è “arrangiati come puoi”). Sembra strano, ma il posto migliore per cercare documentazione e manualistica riguardante il mondo Mac è proprio il sito della Apple: lì ci sono tutti i manuali di tutti i loro prodotti (sia hardware che software). Pazzesco, vero?

Arido Thursday, 17 July 2008

Posted by codadilupo in Una specie di letteratura.
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«Sono più i rimpianti o i desideri insoddisfatti? Bella lotta. Certe cose non si recuperano più, è persino da idioti stare sempre a rimuginare. Avete mai pensato agli odori? E dietro ogni odore un corpo. Dietro ogni corpo una sensazione. Dietro ogni sensazione, una sconfitta, per come la vedo adesso (cazzo, mi gira un po’ la testa). È meglio farla finita con le menate passionali. Devo provarci, posso farcela a diventare rigido, duro, impermeabile, insensibile. Anche la mia faccia si adatterà. Una barba incolta contribuirà certamente. Forse un paio di occhiali da sole. I capelli diventan bianchi già da soli.»

«Certo, è meglio così, prosciugarsi e inaridirsi, per liberarsi dai fantasmi. Fare tabula rasa per poter ricominciare a scrivere un canovaccio nuovo. Niente più ricordi amari, niente più rimpianti.»

Improvvisamente, cadde privo di sensi e rimase sdraiato a terra.

Un ragazzo sfondò la porta del gabinetto e chiamò Larry. Il gestore del locale arrivò con uno dei camerieri e lo afferrarono per le braccia e per le gambe. Eccone un altro, disse Larry. Guarda che secco, aggiunse il cameriere. Arido, corresse Larry. Lo portarono alla porta posteriore, quella presso la cucina, e lo accatastarono con gli altri, fra l’immondizia.

Modi d’amare Monday, 7 July 2008

Posted by codadilupo in Una specie di letteratura.
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Ci sono diversi modi d’amare, carissima mia. Noi non lo abbiamo incontrato al supermercato. Non è il vicino di sopra che porta a spasso il cane la domenica mattina.

Noi ce lo siamo cercato, lo abbiamo voluto proprio così com’è. Non è stato un caso: niente destino. Niente incontro fortuito dal fotografo, niente drink offerto per noia al disco pub venerdì sera, niente scambi di battute per riempire il silenzio nella sala d’aspetto del dentista. È diverso.

Il nostro è un averlo scelto con cura, sezionato in pezzi per arrivare all’osso, conosciuto fin nelle sue orribili viscere, scomposto nelle sue diverse forme di esistere come un prisma fa con la luce del sole, senza che lui neanche se ne accorga. Quindi – non contenti – ce lo siamo sniffato, iniettato, assunto, inghiottito, affogato nei succhi gastrici e poi vomitato, per saturazione e disgusto. Per non esserne ancora sazi, e ritrovarsi lì a leccare il pavimento, pur di averne ancora.

È amore questo? O piuttosto un volersi fare del male? Io lo sapevo prima ancora di cominciare che ci avrei lasciato le penne questa volta: ma non è bastato a farmi desistere. E tu? Dimmi la verità, anche tu lo sapevi.

Per noi ormai è quasi un quieto convivere con la nostra pena, anche se forse il termine è inadeguato, magari esagerato. Chiamiamola “spina nel cuore”, che magari ti piace anche di più. Ma sappiamo bene che se anch’essa ci abbandonasse ci sentiremmo ancora più soli.

Specchiandoci nelle nostre parole, per un attimo ci illudiamo di trovare la forza di liberarci. Invece io ho sempre più paura di dover cambiare casa, perché ogni volta che rientro m’aspetto di trovarti lì, seduta sulle scale.