Shooting smacks Tuesday, 30 December 2008
Posted by codadilupo in Scazzi miei.2 comments
Scopro oggi con chiarezza illuminante che certe cose, che fino a pochi mesi fa mi avrebbero sconvolto, ferito e lasciato piangente e sanguinante riverso a terra, oggi mi scorrono addosso come acqua fresca. E non so se ciò sia un bene o un male. Adesso lo vedo come un bene: non credo sia un inaridirsi, ma un acquistare consapevolezza di quello che ho (o che non ho) intorno a me. E non sto più male.
Hello and goodbye, little star.
Intervista a Uto Ughi su Allevi Monday, 29 December 2008
Posted by codadilupo in Musica.11 comments
Allora, il problema non è il fatto che possa piacere la musica di Allevi. È una questione di cultura e di gusto e ognuno è libero di ascoltare ciò che preferisce (o fingiamo che lo sia). Il problema è che lui si proponga e venga proposto come un genio e parli della sua musica come di una “nuova Musica Classica Contemporanea” e questa visione sia presa per buona da chi, invece, dovrebbe diffondere cultura sapendo collocare Allevi in una giusta posizione all’interno del panorama musicale. Chi vuole può andare direttamente sul sito di Allevi per leggere la biografia e “Giovanni Allevi racconta Evolution”: http://www.giovanniallevi.com/
LA STAMPA – 24/12/2008 (8:35) – UTO UGHI
“Il successo di Allevi? Mi offende”
«Presuntuoso e mai originale»
SANDRO CAPPELLETTO
«Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello Stato osannare questo modestissimo musicista. Il più ridicolo era l’onorevole Fini, mancava poco si buttasse in ginocchio davanti al divo». Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi. Il nostro violinista lo ha ascoltato – «fino alla fine, incredulo» – dalla sua casa di Busto Arsizio e ne è rimasto «offeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà. Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze».
Che cosa più la infastidisce di Allevi: la sua musica, le sue parole? «Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è “anche” un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro».
Come definire la sua musica? «Un collage furbescamente messo insieme. Nulla di nuovo. Il suo successo è una conseguenza del trionfo del relativismo: la scienza del nulla, come ha scritto Claudio Magris. Ma non bisogna stancarsi di ricordare che Beethoven non è Zucchero e Zucchero non è Beethoven. Ma Zucchero ha una personalità molto più riconoscibile di quella di Allevi».
C’è più dolore che rabbia nelle sue parole. «Mi fa molto male questo inquinamento della verità e del gusto. Trovo colpevole che le istituzioni dello Stato avvalorino un simile equivoco. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore. Tutto torna: è anche la modestia artistica e culturale di chi dirige alcuni dei nostri teatri d’opera, delle nostre associazioni musicali e di spettacolo a consentire lo spaventoso taglio alla cultura contenuto negli ultimi provvedimenti del governo. Interlocutori deboli rendono possibile ogni scempio, hanno armi spuntate per fronteggiarlo».
Che opinione ha di Allevi come esecutore? «In altri tempi non sarebbe stato ammesso al Conservatorio».
Lui si ritiene un erede e un profondo innovatore della tradizione classica. «Non ha alcun grado di parentela con la musica che chiamiamo classica, né con la vecchia né con la nuova. Questo è un equivoco intollerabile. E perfino nel suo campo, ci sono pianisti, cantanti, strumentisti, compositori assai più rilevanti di lui».
Però è un fenomeno mediatico e commerciale assai rilevante. «Si tratta di un’esaltazione collettiva e parossistica dietro alla quale agisce evidentemente un forte investimento di marketing. Mi sorprende che giornali autorevoli gli concedano spazio, spesso in modo acritico. Anche Andrea Bocelli ha un grande successo, ma non è mai presuntuoso quando parla di sé. Da musicista, conosce i propri limiti».
Allevi è giovane. Non vuole offrirgli qualche consiglio? «Rifletta tre volte prima di parlare. Sia umile e prudente. Ma forse non è neppure il vero responsabile di quello che dice».
C’è un aspetto quasi messianico in alcune sue affermazioni, in questa autoinvestitura riguardo al proprio ruolo per il futuro della musica. «Lui si ritiene un profeta della nuova musica, parla come davvero lo fosse. Nuova? Ma per piacere!».
Il post dell’odio indiscriminato Wednesday, 10 December 2008
Posted by codadilupo in Scazzi miei.1 comment so far
Visto che ci avviciniamo al Natale, e dobbiamo essere tutti più buoni, credo che sia il momento migliore per fare un bell’elenco delle persone che odio:
I punkabbestia. “Ahòòò che sciài scento lire? Ahòòòòò moo lasci quarche spisciolo? Ahòòòòòò na sigaretta? Quarche scentesimo? Maaaa lasci na sigaretta ragà?” Le loro gavette di merda che sbattono con quel continuo rumore metallico. Quei poveri cani innocenti lasciati allo stato brado. Se John Lydon avesse saputo a cosa avrebbe portato, si sarebbe messo a scrivere delle hit pop.
Quelli che urlano. Non parlano MAI, per comunicare anche a 20 centimetri di distanza urlano, berciano, gridano, sbraitano.
Quelli che mangiano al cinema. Per due ore di proiezione, loro hanno una fatidica missione da compiere: nutrirsi. Non potrebbero sopravvivere un minuto di più. Fosse per me, non sopravviverebbero fino ai titoli di coda.
I coatti che vanno in giro a finestrini abbassati alle 4 del mattino con Techno a tutto volume… che si ficcassero in culo i loro stereo di merda.
I ragazzi bastardi che di notte si divertono a spaccare gli specchietti retrovisori delle macchine. Di qualsiasi razza siano sono sicuramente loro i maledetti da dio.
Quelli che in macchina vanno sempre a 300 all’ora, che ti si appiccicano col muso della loro macchina al culo della tua e ti fanno i fari. Quelli che provocano incidenti della madonna e poi restano illesi, invece di morire come si deve.
Quelli che sputano per terra.
I figli di papà che si travestono da poveracci e vanno a fare gli anarchici, gli squatters, e chi ne ha ne metta.
Se ve la sentite, aggiungete i vostri, non abbiate vergogna.



